LA RETE DEL PENSIERO

LA RETE DEL PENSIERO

Illustrazioni per un corso di filosofia per i trienni della scuola secondaria di 2° grado.


Tecnica    Illustrazione digitale

Titolo     La rete del pensiero
Autore     Enzo Ruffaldi, Piero Carelli, Ubaldo Nicola, Gian Paolo Terravecchia, Andrea Sani
Cliente     Loescher Editore, 2016


Pico della Mirandola

La metafora dell’uomo camaleonte

[…] L’uomo, afferma Pico della Mirandola, è come un camaleonte, l’animale noto per la capacità di assumere i colori dell’ambiente circostante, quasi non avesse una natura propria. Anche l’uomo, infatti, è indeterminato: può ridursi a livello dei bruti o innalzarsi sino a somigliare agli angeli; non è né celeste, né terreno, né mortale, né immortale, ma libero, sovrano e artefice di se stesso. […]


John Dewey

La metafora del carpentiere

[…] Come ogni buona metafora, anche quella che paragona il conoscere alla costruzione di un edificio sottolinea più di un aspetto della nozione in questione. Il primo è che un carpentiere utilizza materiali esistenti in natura, ma trasformandoli: soggetto e oggetto sono quindi entità interagenti, tanto che il loro rapporto modifica entrambi. I mattoni si trasformano in muri, ma anche la mente del carpentiere deve adattarsi alle caratteristiche delle cose per poter interagire con esse. […]


Zenone

La metafora dell’uovo e del frutteto

[…] Zenone spiega l’esistenza e la tripartizione del canone con due metafore. La prima quella dell’uovo: la logica è rappresentata del guscio, la fisica dall’albume e l’etica dal tuorlo. La seconda, forse più efficace perché ha avuto storicamente maggiore successo,  paragona il canone a un frutteto, nel quale la logica è il recinto, la fisica è l’albero e l’etica è il frutto. […]


Johann Gottlieb Fichte

La metafora del non-io

[…] Per spiegare questo passaggio, fra i più sottili e complicati del pensiero filosofico, Fichte ricorre alla metafora della rappresentazione. Il non-io è come la parte recitata da un attore: non potrebbe esistere senza di lui e anzi esiste solo in lui pur rappresentando qualcosa di diverso da ciò che l’attore è. […]